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ATTI DEL FORUM MEMBRI IBISG - EMILIA ROMAGNA MARCHE
Bologna, domenica 22 giugno 2003, Circolo Benassi
PROPOSTA DI RISTRUTTURAZIONE
La Geografia della Vita Organizzativa
Intervento di Franco Grande
Ikeda: … "chi nutre convinzioni religiose è, come chiunque
altro, figlio del suo tempo. Nel cercare modelli di organizzazione
per le proprie attività, dovrebbe perciò scegliere
quelli che gli sono più familiari
.. una religione può
venire incontro alle persone sulle questioni organizzative strutturandole
in modo che siano loro familiari e adeguate, purchè non contrastino
con i punti fondamentali della dottrina. In altre parole una religione
può seguire le tradizioni esistenti senza perdere di vista
i suoi scopi fondamentali. Nella Soka Gakkai fino a poco tempo fa
avevamo adottato il tradizionale schema piramidale ma, in accordo
con il fondamentale principio buddista dell'eguaglianza e parallelamente
alle più recenti tendenze affermatesi nella società
giapponese, specie fra i giovani, abbiamo iniziato un processo di
cambiamento verso un sistema organizzativo circolare, che garantisca
eguaglianza e solidarietà
Credo che, nei tentativi
di trovare sistemi che si adattino ai bisogni locali, la flessibilità
costituisca l'approccio più efficace, tenendo salda la correttezza
delle interpretazioni e delle spiegazioni delle dottrine di base
e aprendo al maggior numero di membri la partecipazione al controllo
organizzativo."
Situazione attuale
Sono passati più di tre anni dall'inizio della "crisi"
della Soka Gakkai Italiana.
E nel trascorrere di questo "tempo" si è creata
sempre con maggior "evidenza" una divisione all'interno
dell'Istituto tra chi sosteneva la "linea ufficiale" (oggi
forse bisognerebbe dire ex linea ufficiale, anche se non è
ben chiaro quale sia la nuova) e chi manifestava, e continua con
toni e modi diversi, il proprio dissenso.
C'è stato Hasegawa;
C'è stata la risoluzione di Tokyo,(ed è passato più
di un anno dalla sua NON pubblicazione);
Ci sono stati infiniti "corsi" in Giappone da parte del
Consiglio Nazionale;
C'è stato Kitano;
Il risultato?
La Soka Italiana continua ad essere divisa in due linee.
Cosa è cambiato?
NULLA! I toni si sono smorzati ma la sostanza NON è cambiata!
Nella nostra zona, siamo impantanati in un immobilismo totale,
in quanto persone che rivestivano e rivestono "ruoli elevati"
nella struttura organizzativa non erano e non sono d'accordo con
il riconoscere ciò che recitava la risoluzione di Tokyo
.
"il sistema autoritario che si è venuto a creare ha
provocato la sofferenza di un gran numero di persone.."
Da questa situazione di immobilismo, a nostro avviso, si può
uscire solo ponendo alla base una VOLONTA' di cambiamento, basata
sulla: chiarezza, rispetto, democrazia, confronto, dialogo; con
uno sforzo di tutti indirizzato verso il ridisegnare una struttura
organizzativa più funzionale, che faccia tesoro del vissuto
e consona sia al paese sia all'epoca che stiamo vivendo.
Come il Presidente Ikeda asserisce la Soka Gakkai (anche quella
italiana) si è basata fino ad oggi su uno schema piramidale,
di questo tipo di struttura abbiamo verificato e subito gli "effetti"
che ha generato, che possiamo affermare NON essere quelli per i
quali questa organizzazione era nata e per la quale alcune persone
hanno fin anche dato la vita.
Pur consapevoli che "non esistono terre pure o terre impure
e che la malvagità o bontà sta nella mente dell'essere
umano", dall'altro canto la "struttura" è
un messaggio forte e chiaro che permette una identificazione e uno
svolgimento di ruoli o competenze in modo diverso a seconda di come
essa è organizzata, ad esempio:
- la struttura piramidale, fin oggi sperimentata, ponendo i suoi
"elementi" su piani che si differenziano in altezza
identifica un "superiore" e "inferiore". Il
vertice può arrivare ad affermarne la sua "infallibilità"
ponendosi, come è accaduto, tra il "maestro"
e i "discepoli" e siccome valutiamo, che una organizzazione
religiosa si basa sulla fede è molto facile (infatti è
accaduto) che si possono veicolare "pensieri" addirittura
opposti o in contradizione alla dottrina originale senza che la
"base" opponga resistenze pensando "erroneamente"
di non avere comprensione a sufficienza, in una struttura si fatta,
pochi "eletti" che gestiscono il potere possono in "breve"
tempo snaturare completamente lo spirito, lo scopo, della stessa
organizzazione.
- la struttura circolare pone i suoi "elementi" su un
cerchio dove non esiste un superiore o un inferiore, dove come
insegna il buddismo ogni essere umano è UGUALE ad un altro,
sia che pratica da 10 anni sia che pratica da ieri, entrambi e
il loro contributo sono fondamentali. Questo tipo di struttura
è estremamente flessibile i ruoli sono intercomunicanti,
intercambiabili, rotativi e soprattutto è una struttura
democratica, il Presidente Ikeda stesso auspica una si fatta struttura.
Quindi se è pur vero che è la bontà della
mente a creare la terra pura, la "struttura" può
facilitare in un senso o in un altro, per questo riteniamo che sia
fondamentale e necessario intervenire sulla struttura organizzativa
della Soka Gakkai Italiana.
Pensiamo che dalla manifesta volontà o meno, dal manifesto
impegno o meno, di intervenire sulla struttura dipenderà
il futuro e se ci sarà un futuro della Soka Gakkai Italiana.
1. Principi ispiratori
Struttura
- Eliminazione della piramide, e degli infiniti e inutili livelli
di responsabilità adesso presenti;
- creazione di una struttura "circolare";
- introduzione di sistema democratico, nomine dal "basso",
e partecipazione dei fedeli alla vita organizzativa;
- introduzione di "ruoli" limitati nel tempo;
- dicotomia fra fede e organizzazione. La struttura organizzativa
si differenzia in due corpi principali che, nel rispetto della
propria autonomia, si sostengono e complimentano a vicenda:
- organizzativo che gestisce l'attività e la parte
economica, chiamato di seguito "corpo dei coordinatori"
- dottrinale, chiamato di seguito "corpo dei ministri
di dottrina";
- impossibilità a rivestire due ruoli contemporaneamente,
ma per il principio di circolarietà: lasciato un ruolo
se ne può rivestire un altro.
Corpo dei Coordinatori
- Si ricopre ogni carica organizzativa attraverso un'elezione
fatta dai membri di quella particolare unità organizzativa,
che si è chiamati a coordinare. (esempio i coordinatori
dei gruppi vengono eletti dai membri del loro gruppo di appartenenza),
così come i membri eleggono possono destituire se la fiducia
nei loro rappresentati è venuta meno, o comunque non si
sentono più rappresentati da quella persona;
- Le cariche organizzative vengono ricoperte per "periodi"
limitati di tempo (massimo due anni).
- Nessun coordinatore, a qualsiasi livello, rimane in carica per
più "periodi" automaticamente. Tuttavia può
essere rieletto per un massimo di 3 volte consecutive.
Corpo dei Ministri di Dottrina
- I Ministri vengono nominati dalla SGI, fra fedeli dell'Istituto
che hanno particolari caratteristiche:
- età superiore ai 35 anni
- numero minimo di 15 anni di pratica consecutivi,
- i fedeli interessati a ricoprire tale ruolo possono richiedere
di partecipare ad esami al termine dei quali, se superati positivamente,
possono essere chiamati a ricoprire il ruolo di ministro.
- I ministri non possono ricoprire contemporaneamente anche cariche
organizzative.
- si differenzia tra un ruolo attivo ed un ruolo non attivo. Quando
un ministro è in una fase non attiva del suo ruolo può
essere eletto nel ruolo di coordinatore della struttura organizzativa.
- Dovrebbe esistere almeno un ministro per ogni città.
Punti generali:
- Non vale l'equazione: Maggiore Fede = Più grande Livello
di coordinamento.
- Nella suddivisione dei gruppi, quartieri, città si segue
un criterio "geografico" che minimizzi, costi, spostamenti,
tempi, rischi e massimizzi l'efficienza delle comunicazioni, penetrazione
nel territorio locale, possibilità di contribuire alla
vita organizzativa da parte di tutte le persone senza discriminazioni.
- I quartieri esisteranno solo dove lo si renda necessario; esempio
grandi città.
- Ogni organo geografico avrà un ricambio con cadenza biennale.
- Tutti i membri si svilupperanno alternandosi a ricoprire incarichi
di coordinamento così come a partecipare a gruppi di lavoro.
In altre parole non vi sarà un percorso definito ed imprescindibile.
2. Il nome è importante per tutte le cose e ne definisce
il "carattere" principale
e la funzione
I nomi sono importanti e una proposta organizzativa non può
prescindere dal ridiscuterli se non rivederli.
- Si prevede di sostituire il termine "Responsabile",
con "Coordinatore". Questo non vuole essere solo un
"cambio" nome, ma un "cambio" funzione.
OGGI:
il termine "responsabile" individua una persona che
per "qualche motivo" ha una cratteristica "maggiore",
più "importante", più "fede",
etc. di altri che responsabili NON sono.
DOMANI:
Il termine coordinatore individua una persona che è esattamente
uguale alle altre, stesso livello, che semplicemente coordina
un certo tipo di attività.
- Si prevede la sostituzione dei termini Settore, Capitolo, Hombu,
Territorio, Area, anche questo non vuole essere un cambio nome
ma individua un cambio funzione, e nello stesso tempo si rende
più attuale e comprensibile la suddivisione geografica
OGGI:
gruppo, settore capitolo, hombu, territorio, area, nazionale.
DOMANI:
Gruppo, quartiere (dove necessario), città, regione,
nazione. (non sono comunque livelli)
3. Ogni "organo" ha un proprio ruolo vitale da compiere
L'organo è vitale!
La sua individuazione e l'esatta sua funzione se non correttamente
specificata porta al fallimento di qualsiasi struttura organizzativa.
OGGI
La piramide gerarchica formata da infiniti livelli ha dimostrato
tutto il suo
aspetto negativo e quindi il suo non funzionamento per:
- Creazione di burocrazia, pesantezza, lentezza, nepotismo (vedi
nomine); creazione di autoritarismo, concentrazione di potere
in mano a poche persone, impossibilità per la base di prendere
parte alle decisioni;
- I livelli "alti" perdono completamente la relazione
con i membri, quella che nel buddismo è la relazione base
tra le persone "cuore a cuore", cessa di esistere; si
diventa dei burocrati, raccogli liste, passa ordini etc;
- Dispendio di energie, tempo e denaro (centinaia di kilometri
da fare per recarsi a un meeting)
- La comunicazione che scende da un vertice, man mano che attraversa
gli infiniti livelli arriva alla base completamente distorta;
in più ogni livello può bloccare informazioni che
non condivide e/o non comprende (cosa accaduta e purtroppo in
atto);
- Etc.
DOMANI
I livelli, non esisteranno più, la struttura come detto in
premessa diventa "circolare", dandole quella flessibilità
necessaria secondo le esigenze locali, si alleggerisce, diventa
dinamica, la comunicazione passa più fluidamente, le decisioni
vengono prese democraticamente.
Secondo lo schema:
- Il Gruppo.
- Il quartiere, ove necessario (città molto grandi ex.:
MI, RM, FI),
- La città.
4. Cosa faccio io
struttura e funzione
Qual è il ruolo che siamo chiamati a ricoprire in questa
nuova geografia?
- Gruppo: è l'unità base composta da membri,
principianti, simpatizzanti, ospiti. I coordinatori di gruppo
sono un massimo di 2 e rimangono in carica per un massimo di due
anni, eletti dai membri del gruppo che possono destituirli, ovvero
non rinnovare la fiducia;
- Funzione: Insegna le basi della pratica, incoraggia, accoglie
le persone, incoraggia le attività di Shakubuku, fa
le visite a casa.
- Quartiere: Organismo da prevedere solo nelle città
con un "elevato numero di partecipanti. Ogni quartiere è
formato da un minimo di 4 gruppi e/o secondo le esigenze della
città. Il numero massimo di coordinatori può arrivare
a 4 persone che rimangono in carica per un massimo di due anni,
eletti dai coordinatori dei gruppi che possono destituirli, ovvero
non rinnovare la fiducia; nei quartieri sono comunque presenti
i coordinatori di città;
- Funzione: collabora, dialoga ed incoraggia i coordinatori
dei gruppi aiutando a sostenere nei casi più difficili,
in stretta relazione e collaborazione con i coordinatori della
città, propone attività specifiche per il quartiere;
- Città: organismo cuore dell'organizzazione: Essa
è AUTONOMA. Avrà dei coordinatori in base al numero
dei membri e possibilmente delle 4 divisioni, eletti dai coordinatori
dei gruppi e/o dei quartieri, non rinnovabili automaticamente
e comunque rieleggibili per un periodo massimo di 6 anni, e dagli
stessi destituibili quando non più rappresentativi, queste
persone formano il consiglio di città che rimane in carica
per un periodo massimo di due anni. La città si contraddistingue
per una sua gestione economica autonoma che attinge per una percentuale
fissata (75%) dalle offerte locali. Le offerte saranno utilizzate
per tutte le attività che i membri della città riterranno
opportuno, incluso il sostegno dei centri culturali ove presenti.
Il rimanente 25% delle offerte di ogni città verrà
raccolto e ridistribuito a livello nazionale ed utilizzato per
attività nazionali. La città ove necessario è
divisa in quartieri. E' da prevedere la possibilità di
convocazione da parte del consiglio di città di tutti i
membri (assemblea dei membri) per decisioni straordinarie, così
come tutti i membri per gravi motivi possono richiedere al consiglio
della città di riunire tutta l'assemblea dei membri.
- Funzione: coordinamento dei gruppi e/o dei quartieri e pianificazione
di tutte le attività in accordo allo spirito delle
attività della SGI, della dottrina e in base alle esigenze
locali. E' responsabile della pianificazione dei meeting di
studio, incontri di coordinamento con i vari quartieri o gruppi,
pianificazione di meeting generali, meeting di divisione.
E' altresì responsabile della organizzazione delle
mostre, conferenze ed altre attività che coinvolgano
la comunità locale. E' anche il punto di entrata per
tutti i consigli sulla fede e qualsiasi altro input che arrivi
dal Maestro. All'interno della città potranno esserci
gruppi di lavoro per specifiche attività momentanee.
- Regione: il consiglio di città elegge tra i coordinatori
della rispettiva città dei rappresentanti che andranno
a costituire il consiglio regionale; durata in carica massimo
di due anni, non rinnovabili automaticamente e comunque rieleggibili
per un periodo massimo di 6 anni.
- Funzione: confronto con tutte le città, coordina
le attività fra le varie città creando e sfruttando
possibili sinergie fra le stesse. Coordina eventuali attività
a livello regionale. Partecipazione a specifici gruppi di
lavoro.
- Nazione: tra i coordinatori di città facenti parte
del consiglio regionale alcuni membri sono eletti, dal consiglio
regionale stesso in qualità di rappresentati regionali
che andranno a costituire il "consiglio nazionale".
La durata della carica è di un massimo di due anni, non
rinnovabili automaticamente, e comunque non per un periodo superiore
ai 6 anni.
- Funzione: confronto tra le varie regioni; discussione e
preparazione delle attività e visite più strategiche,
avviamento gruppi di lavoro cui assegnare lo studio di particolari
problemi, decisioni linee guida generali annuali per la nazione,
programma corsi nazionali. Ridistribuisce i fondi raccolti
dal 25% di ogni città. Coordina attività nelle
varie regioni. Mantiene uno stretto contatto con i Ministri
di fede per ricevere indicazioni sulla fede e sullo studio
del buddismo.
- Ministri di dottrina: La figura ideale del Ministro di
Dottrina deve aver spontaneamente avviato e mantenuto una serie
di caratteristiche in accordo con l'insegnamento che concretizza
senza pregiudizi il superamento dell'opposizione tra monaci e
laici, secolarizzazione e religione, fede e cultura. Con questa
impostazione che il Ministro unitamente alla conoscenza del buddismo
e all'integrazione della stessa nel proprio presente, ha sviluppato
la capacità di abbracciare un ambito che comprende il dialogo
interreligioso, l'interculturalità. Potranno svolgere la
funzione di Ministro i membri, con almeno 15 anni di pratica ed
un'età minima di anni 35, di riprovata e attestata conoscenza
del buddismo, attraverso corsi ed esami, previa domanda con curriculum,
fatta dall'interessato alla casa madre giapponese ad una valutazione
ed eventuale accettazione dalla stessa, ad un successivo e relativo
superamento di esame per ammissione allo svolgimento della carica.
La casa madre giapponese nomina i Ministri. Il consiglio nazionale,
ogni anno manifesterà, alla casa madre giapponese, le necessità
di incrementare il numero dei ministri, potrà inoltre chiedere
un intervento immediato della casa madre qualora dei comportamenti
di uno o più ministri risultassero contrari o in discordanza
con l'insegnamento. La carica di Ministro non decade se non per
comportamenti contrari alla dottrina e/o alle leggi dello stato.
L'organo dei ministri sarà il Consiglio dei Ministri. Esso
sarà composto da massimo 30 Ministri, eletto dai ministri
stessi tra tutti gli eventi diritto. Il Consiglio dei Ministri
non si rinnova automaticamente, ma attraverso elezioni, ogni 3
anni. Il Consiglio dei Ministri elegge un presidente/direttore
generale che avrà solo funzioni rappresentative e non decisionali,
Il Presidente rimane in carica per un massimo di due anni. Carica
rotativa e non rinnovabile.
- Funzione del Consiglio dei Ministri: Trasmissione corretta
dell'insegnamento, linee guida di dottrina. Si confronta e
dialoga con i Ministri di culto delle varie città,
con il consiglio nazionale. Può convocare/richiedere,
per motivi gravi, inerenti alla dottrina, sia riunioni del
consiglio nazionale, sia riunioni del consiglio regionale,
sia assemblee di membri nelle specifiche città. Ricordiamo
che i Ministri di culto ed il consiglio degli stessi, ha la
responsabilità della trasmissione "corretta"
dell'insegnamento, previene o interviene immediatamente nelle
eventuali distorsioni. E' preposto al coordinamento dello
studio, alla preparazione allo svolgimento degli esami di
buddismo a tutti i livelli escluso per diventare Ministro
stesso (che rimane, almeno per i prossimi 10-15 anni sempre
e comunque competenza delle casa madre giapponese).
5. Attività di divisione
OGGI:
Le divisioni esistenti:
- DU
- DD
- DG (giovani donne e uomini, Leonardo, Studenti)
Attività assolutamente separate, rappresentate a volte fin
a livello di gruppo.
DOMANI:
Le divisioni:
- DU
- DD
- DG (giovani donne e uomini, Leonardo, Studenti)
Nessun cambiamento nelle divisioni. Non è necessario che
tutte le divisioni siano rappresentate dal gruppo alla città,
possibilmente nel consiglio di città e bene che ci siano
tutte e 4 divisioni.
Le divisioni, pur potendo decidere a livello di città di
fare attività specifiche di divisione, in generale faranno
attività insieme.
A livello di consiglio regionale e/o nazionale, essendoci rappresentanti
e non responsabili di divisione, non è necessaria la presenza
di tutte e 4 le divisioni infatti attraverso il rappresentante di
una qualsivoglia divisione, sarà, comunque ascoltata sempre
la voce delle 4 divisioni, in questo modo si avrà una stretta
continua e profigua collaborazione (basta un portavoce per far ascoltare
tutte e 4 le divisioni)
6. Attività di Staff
OGGI:
gli staff fanno attività assolutamente separata, addirittura
nello stesso tipo di staff (vedi protezione) fanno recitazioni ASSOLUTAMENTE
separate.
Gli Staff esistenti:
- Segreteria
- Zaimu
- Autisti
- Redazione
- Protezione : Soka-han; Byakuren; Prometeo; Corallo
- Medici
- Statistica
- Tecnico
- Etc.
DOMANI:
Gli staff saranno gestiti nelle rispettive città, e sarà
la città a decidere in base alle esigenze, cosa necessita
e/o quante persone necessitano. Anche gli incarichi inerenti agli
staff saranno a scadenze biennali, si consiglia di far svolgere
attività di staff a membri che non hanno altri ruoli.
All'interno dei coordinatori della città ve ne sarà
almeno uno che si occupa di coordinare gli staff.
Si individuano degli staff necessari per il buon funzionamento
delle attività nelle città
- La segreteria, per permettere il regolare svolgimento di tutte
le attività di supporto come: aggiornamento liste membri,
consegne Gohonzon, etc
- La protezione per permettere il regolare svolgimento di tutte
le attività.
- La statistica , per permettere il "conteggio" dei
partecipati.
Per gli altri staff attualmente presenti saranno o meno riconfermati
secondo le esigenze locali, ovviamente diverse anche a seconda del
numero dei membri e delle presenza o meno di un centro culturale.
7. Passaggio alla nuova organizzazione
.. Transizione
Dall'attuale organizzazione, con i suoi livelli di responsabilità,
si può passare attraverso tre fasi, più una quarta
che può "viaggiare" assieme, fin dalla prima fase,
con le altre, e con un congruo periodo di tempo (un anno in totale)
alla nuova struttura organizzativa.
Prima fase:
periodo di tempo pari a due/tre mesi, le città possono iniziare
a ristrutturarsi, attraverso "l'azzeramento" delle attuali
responsabilità (gruppo, settore, capitolo, hombu e territorio)
e alle successive nuove "elezioni" dei coordinatori, gli
attuali livelli(hombu e territorio) non più previsti nel
nuovo organigramma rientrano nelle rispettive città, ad esclusione
in questa prima fase, che possono però già iniziare
a collaborare con le rispettive città, dei livelli di area
e nazionali;
Seconda fase:
periodo di tempo pari a due/tre mesi, una volta che le città
hanno finito la loro ristrutturazione e quindi già nominato
i rappresentati per la formazione del consiglio regionale, questo
consiglio inizia ad essere operativo con i "vecchi" resp.
di area, che passeranno "le consegne" rientrando a fine
periodo nelle loro città, in questa fase i consigli regionali
nominano i nuovi rappresentanti per il futuro consiglio nazionale;
Terza fase:
periodo di tempo pari a sei mesi, in questa fase il nuovo consiglio
nazionale lavorerà assieme al "vecchio" che passerà
"le consegne" rientrando a fine periodo nelle loro città
di appartenenza;
Quarta fase:
questa fase può a livello di predisposizione partire in contemporanea
con la prima e riguarda i Ministri , periodo di tempo pari a un
anno.
Chi attualmente svolge questa funzione se personalmente intenzionato
a svolgerla ancora nel futuro potrà fare domanda alla casa
madre giapponese che di conseguenza organizzerà gli esami
di ammissione allo svolgimento di tale incarico.
Il nuovo consiglio nazionale appena si sarà formato, potrà
informare la casa madre circa il numero dei ministri necessari al
momento.
Altri membri che avendo i requisiti desiderano svolgere questa funzione
potranno fare domanda per sostenere i relativi esami.
Verrà quindi formato il consiglio dei ministri, solo dopo
che saranno stati sostenuti e superati gli esami, che provvederà
alla nomina del Presidente.
8. Organigramma
Il vecchio organigramma a piramide viene sostituito vedi sotto con
un nuovo "circolare".
Nel quale si evidenzia che NON esiste un "sopra" e un
"sotto", ma che tutti gli esseri umani sono esattamente
uguali, interagiscono, si confrontano, dialogano tutti in egual
modo gli uni con gli altri.

9. Conclusione
.
Questa vuole essere una "bozza" di proposta riorganizzativa.
Non pretende di essere una verità, in quanto nessuno di noi
ha delle verità in mano, desidera invece essere uno spunto
dal quale poter partire, tutti assieme, per iniziare a:
basandoci sul rispetto, sulla collaborazione, sull'eguaglianza,
sulla chiarezza e soprattutto sulla democrazia.
Il nostro obiettivo, in questo studio, è stato: aprire la
nuova era (2° capitolo) della storia della Soka Gakkai italiana
e quindi del movimento di Kosen Rufu.
Tutti coloro che hanno lavorato a questa idea/proposta hanno investito
tempo e energie perché hanno a cuore e nel cuore una sola
cosa: far si che la Soka Gakkai diventi effettivamente quella "società"
per la creazione di "valore" di cui porta il nome, e che
sia il "mezzo" (e MAI più il fine) attraverso il
quale il grande insegnamento di Nichiren Daishonin possa essere
propagato e trasmesso per la felicità di tutti gli esseri
umani!
Sapendo che la strada non è semplice iniziamo a fare un primo
passo
..
Franco Grande
Gruppo di Studio Modena - Parma
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