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ATTI DEL FORUM MEMBRI IBISG - EMILIA ROMAGNA MARCHE
Bologna, domenica 22 giugno 2003, Circolo Benassi

ITAI DOSHIN

Intervento di Valdo Immovilli

 

Roberto Grandi anni fa organizzò a Vignola una serie di conferenze religiose, tra cui il Buddismo. Io ero stato chiamato come esperto di Buddismo. Ad un certo punto, nel momento delle domande e risposte, un prete, mi sembra cattolico, chiese che relazione c'è fra Buddismo di Nichiren Daishonin e Buddismo Theravada. Come facevo io a dirgli che non sapevo cos'è il Buddismo Theravada ? Comunque, ero bravo allora, e ci ho girato intorno. Adesso so cos'è il Buddismo Theravada.

Vorrei cominciare anch'io con una poesia, visto cha ha avuto successo. E' una poesia di Thich Nhat Hanh, che è un monaco Zen da una comunità buddista in Francia. E' venuto anche in Italia in varie occasioni.

"Non dire che domani scomparirò perché io arrivo sempre
guarda in profondità io arrivo ogni secondo
per essere un germoglio sul ramo a primavera
per essere un minuscolo uccello con le ali ancora fragili che impara a cantare nel suo nido
per essere un bruco nel cuore di un fiore
per essere un gioiello che si nasconde in una pietra
io arrivo sempre
per ridere e per piangere
per temere e per sperare
il ritmo del mio cuore è la nascita e la morte di tutto ciò che è vivo
io sono un insetto che muta la sua forma sulla superficie di un fiume
io sono l'uccello che alla primavera arriva a mangiare l'insetto
io sono una rana che nuota felice nell'acqua chiara di uno stagno
io sono il serpente che avvicinandosi in silenzio divora la rana
sono un bambino in Uganda tutto pelle e ossa
le mie gambe esili come canne di bambù
io sono il mercante di armi che vende armi mortali all'Uganda
io sono la bambina dodicenne profuga su una barca
che si getta in mare dopo essere stata violentata da un pirata
e io sono il pirata
il mio cuore ì ancora incapace di vedere e di amare
io sono un membro del polit boureau con tanto potere a disposizione
e io sono l'uomo che deve pagare il debito di sangue alla mia gente
morendo lentamente in un campo di lavori forzati
la mia gioia è come la primavera
così splendete che fa sbocciare i fiori su tutti i sentieri della vita
il mio dolore è come un fiume di lacrime
così gonfio che riempie tutti i quattro continenti
per favore chiamatemi con i miei veri nomi
così io possa udire tutti i miei pianti e tutte le mie risa insieme
cosicché io possa vedere che la mia gioia e il mio dolore sono una cosa sola
per favore chiamatemi con i miei veri nomi
cosicché io possa svegliarvi e cosicché la porta del mio cuore sia lasciata aperta
la porta della compassione."

(ndr: poesia di Thich Nhat Hanh tratta da una citazione dal libro di Corredo Pensa, La Tranquilla Passione, Ubaldini Editore)

Grazie.

A questo punto sarei quasi per chiudere. Mi risulta difficile dire qualcos'altro. Io credo che qui ci siano veramente tante cose: questo è Buddismo provvisorio, Buddismo provvisorio.

Il Buddismo afferma che non c'è separazione tra corpo e mente, vita e ambiente, e che tutti i fenomeno sono la manifestazione della stessa entità. Questo lo sappiamo bene. Questa non è un'idea solo del Buddismo che abbiamo imparato noi, ma del Buddismo in genere, e non solo del Buddismo. Se andiamo a vedere bene, tutte le religioni ci spiegano che esiste questa unità.

Cosa significa ITAI DOSHIN? Non credete che ITAI DOSHIN dovrebbe rispecchiare questo tipo di visione?

ITAI DOSHIN. Ma qual è l¹obbiettivo? QUESTO è il punto. Perché se vogliamo diffondere una cultura di pace, lavorare per la pace, una pace che coinvolga tutto il mondo (altrimenti che pace è) dobbiamo trovare un obbiettivo comune condivisibile da chiunque. Si dice che ITAI DOSHIN significa uniti nella fede. Cos'è la fede? E¹ un concetto universale condivisibile da chiunque? Cristiani... Mussulmani...

Per i Cristiani, fede significa credere in Dio, credere in Gesù Cristo unico figlio dell'unico Dio. Se credi in quella roba lì, tu hai fede. Se non credi in quella roba lì, tu non hai fede. E' molto semplice, no?

Strano che i Musulmani definiscano i Cristiani infedeli. E' incredibile: loro definiscono la fede in un altro modo.

La fede in una religione, dottrina, rito, oggetto di culto, si chiama CREDENZA.

E' qualcosa di diverso, non è qualcosa di negativo; è un po' come il vestito della fede, ma non è la fede. Se si fa casino fra queste cose, non si fa la pace, si fa la guerra, perché io sono convinto di avere la fede, che è diversa dalla tua, e iniziamo a combatterci. Io cerco di convincerti che la mia fede è meglio della tua, che si farà Kosen Rufu quando tutti avranno la mia stessa fede. In questo modo si fa la guerra, e non è una mia invenzione. Lo stiamo vedendo: tutte le religioni parlano di amore, di dialogo ecc e si fanno la guerra, cercando di convincere l'altro che 'io' ho ragione.

Cos¹ è allora la fede?
La fede è uno stato vitale, una spinta interiore, qualcosa dentro di noi che ci fa andare avanti, quella cosa che ci dice: 'quello che sto cercando non so cos'è, ma esiste, sicuramente esiste, io lo cercherò per sempre, non mi fermerò mai'. Questa è la fede: non è credere in questo rito o in quest'altro.

La fede è stata definita come il Coraggio di vivere. Penso sia questa la definizione migliore. Coraggio di vivere nel dubbio. Il contrario di fede non è miscredenza.

Il contrario di fede è la paura, paura di vivere.
E guarda caso la paura è quella cosa che ci fa AGGRAPPARE alle credenze. E finché si continua a scambiare FEDE con CREDENZA sarà difficile creare un dialogo tra persone che hanno credenze diverse e ognuno la chiama fede.

Pertanto se ITAI DOSHIN è basato sulla credenza, dove doshin è uguale a stessa credenza, è un itai doshin parziale e vale solo all'interno di un certo gruppo.

Ma per fare la pace mondiale occorre un Itai doshin basato su valori universali condivisibili da chiunque. Altrimenti è ITAI DOSHIN di questo contro ITAI DOSHIN di quello, che non fanno la pace ma fanno la guerra.
La Pace, la cultura, l¹educazione, l¹amore, la compassione, l¹altruismo, sono valori in sé, valori universali. E¹ in questi valori che dovremmo credere.

La FEDE nei valori umani può essere condivisa da tutti, al di là delle religioni, ed ha il potere di unire. Le credenze hanno il brutto vizio di separare.

Nel Nuovo Rinascimento del 1 aprile 2002 Amalia Miglionico dice:

"Molto più marcate sono le differenze tra popoli di tradizioni e culture diverse e pertanto in questo caso il dialogo è più difficile, richiede grande apertura mentale, grande tolleranza, ma è sempre possibile se lo desideriamo sinceramente, se pratichiamo per riuscirci e se smettiamo di giudicare gli altri dall'alto, rinunciando alla nostra posizione di detentori della verità".

Ripeto. La fede è il Coraggio di vivere, non credere in questo o quest'altro. Anzi, la forza che apre la mente e alimenta la fede è il dubbio.

Le certezze sono una gabbia. Nel momento in cui ho una certezza mi ritrovo chiuso in una gabbia e a difenderla con le unghie e con i denti, divento sospettoso e ostile con chiunque la pensi diversamente e vedo nemici e traditori dappertutto. E' il dubbio che mantiene la mente aperta, flessibile, accettante, rispettosa, umile, non giudicante, desiderosa di capire e di andare avanti senza dare nulla per scontato.

Si dice che rompere l'unità dei credenti è l'azione peggiore che si possa commettere. Secondo me c'è un azione molto molto peggiore ed è quella di rompere l'unità degli esseri umani. E spesso le credenze hanno questo difetto.

La mente chiusa ha una visione SEPARATIVA. Vivere in un pensiero separativo, comporta una visione del mondo che interpone tra noi e gli altri il sospetto, la competizione, la paura.

Un simile modo di essere stimola il narcisismo e l'egocentrismo, che non ha niente a che vedere con il Buddismo, e alla fine ci separa non solo dagli altri ma anche da noi stessi.

La mente aperta ricerca l'unità, tende ad abbracciare tutto e tutti. Basterebbe un attimo di chiarezza UNITIVA per accorgerci di come la stupidità (che non è un monopolio di nessuno, nemmeno della Soka Gakkai) governa il mondo e di come basterebbe poco infondo per creare pace, armonia e un mondo migliore.

Grazie.

Valdo Immovilli

   
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